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Perché le criptovalute?

In breve

Siamo convinti che le criptovalute e la blockchain siano destinate a durare, e che sia soltanto una questione di tempo perché diventino asset class di notevole ampiezza. Non per nulla, l’accettazione di criptovalute e blockchain ha subìto in questi scorsi anni una crescita esponenziale. Dall'ultima impennata dei prezzi del bitcoin, giustamente considerata come un'immensa bolla speculativa, il trend non soltanto è mutato in modo sostanziale, ma sta accelerando alla velocità della luce.

Una citazione attribuita al Mahatma Gandhi si adatta perfettamente al mercato delle criptovalute:

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci”

Di che cosa si tratta: i dettagli

In funzione delle esperienze individuali, il funzionamento delle criptovalute può esserci familiare o, al contrario, totalmente oscuro. Ma una cosa è certa: oggi come oggi, non possiamo più dire di non averne mai sentito parlare. Che sia nel corso di una conversazione incentrata sull’argomento oppure semplicemente per sentito dire, l’esistenza della criptovaluta è nota a tutti.

Questa semplice affermazione può sembrare sorprendente, ma in realtà è alla base del nostro crescente interesse per le criptovalute.

Torniamo indietro di qualche anno per capire che cosa ciò significhi.

"Prima ti ignorano"

il Bitcoin fu creato circa 10 anni fa da un’anonima mente geniale (nota con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto), che lo fece scoprire al mondo per la prima volta, insieme alla "blockchain". Il primo impulso verso la creazione del bitcoin fu dato dall’esigenza di decentralizzare la valuta e sostituire il dollaro americano… nel momento in cui la crisi finanziaria del 2008 colpiva l’intero pianeta e i governi erano costretti a stampare denaro in modo consistente per salvare le banche.

Se si trattava di un moto coraggioso e probabilmente anche necessario, era evidente che il mondo non si sarebbe liberato da un giorno all’altro delle grandi valute senza una seria spinta dai più potenti governi, che in cambio assicurano una certa stabilità nella realtà odierna. Da ex-banchiere, fatico ancora a immaginare un mondo senza banche centrali e senza un organismo di regolamentazione monetaria, almeno per ora.

Per diversi anni si trattò di un progetto totalmente sotterraneo, conosciuto solo ai pochissimi esperti di programmazione informatica profonda, diventati noti in seguito come "cripto-entusiasti".

Parallelamente – e ciò fu molto probabilmente la causa del progressivo svanire dell’idea di  "sostituzione della moneta", predicata dal nostro ‘anonimo’ Satoshi Nakamoto – le banche centrali avevano raggiunto il loro obiettivo: il salvataggio dell'economia mondiale dal collasso totale.

Il mercato azionario toccò il fondo nel marzo 2009, per poi entrare nel più forte e lungo rialzo della storia fino al mese di marzo 2020.

“Poi ti deridono”

Si manifestò poi la fase successiva del mercato delle criptovalute, con le prime blockchain e la dimostrazione di come queste avrebbero potuto trasformare vaste aree della nostra vita di ogni giorno.

Secondo la tecnologia blockchain, attraverso una rete decentralizzata di computer sparsi per il mondo, chiunque può assistere a una transazione e registrarla su un registro condiviso. Uno dei punti forti della tecnologia consiste nel fatto che, una volta annotati sul registro o sulla blockchain, i dati della transazione non possono più essere rimossi.

Perché il meccanismo sia comprensibile lo si può così visualizzare: la blockchain è custodita da un gran numero di "contabili", i quali si assicurano che tutte le transazioni vi siano registrate. Poiché è solo il più veloce ad essere pagato, tutti si assicurano di essere pronti ed equipaggiati al meglio per questa operazione.

Per rendere possibile la cancellazione di un'informazione presente sulla blockchain, occorrerebbe che tutti i contabili si mettessero d'accordo nello stesso momento, oppure che sparissero, tutti, nello stesso momento. Essendo però migliaia i "contabili" sparsi anonimamente in tutto il mondo, ciò è impossibile. È proprio questo a garantire la sicurezza delle informazioni sulla blockchain.

Gli usi pensati per la blockchain sono numerosissimi: dal catasto agli atti notarili, dalla custodia di azioni in borsa alle transazioni di diamanti, e molto altro.

Ma era evidente che il mondo tradizionale non era pronto a considerare seriamente questa innovazione. Già in rapida ascesa, il mercato delle criptovalute fu molto presto etichettato come una grande bolla che alla fine sarebbe scoppiata e scomparsa per sempre. Tutti sostenevano che non se ne sarebbe più sentito parlare.

"Poi ti combattono"

Le criptovalute hanno dunque iniziato la loro costante ascesa intorno al 2016, epoca in cui il bitcoin valeva circa 450 dollari. Ciò fino a dicembre 2017, anno in cui ha raggiunto circa 20'000 dollari.

Si tratta di un’ascesa alimentata da un concorso di circostanze. Fu un po’ come ciò che accadde alla fine degli anni '90, quando il ".com" era su tutti i titoli della stampa finanziaria, battendo record dopo record. Anche in quell’epoca, in molti proclamavano che tutti i capitali sarebbero andati perduti poiché si trattava di un’industria che non aveva alcuna possibilità di sopravvivere, che nessuno sarebbe stato così ingenuo da fare acquisti su internet, con il pericolo di massicce frodi e l’impossibilità di sviluppo. Qualcosa mi dice che oggi il CEO di Amazon non sarebbe affatto d’accordo…

Ma ecco che l’ascesa delle criptovalute mise in allarme la maggior parte degli istituti bancari e regolatori dei mercati, che cominciarono a constatare la crescita, tanto in numero quanto in dimensioni, di questi nuovi attori del mercato.  Era tempo di combatterli con l’artiglieria pesante.

20.000$

Valore del Bitcoin nel  diciembre 2017

Una situazione simile si verificò durante l'era ".com", quando i rivenditori tradizionali iniziarono a notare che una parte delle vendite passava ai rivenditori su internet. Charles Schwab fu pioniere nell’offerta di servizi di trading online, per una frazione dei prezzi delle banche tradizionali.

25 anni fa, quindi, la situazione era la stessa, e furono usate le stesse armi. Tutti sappiamo come andò a finire questa battaglia.

Cina e Stati Uniti erano, per una volta, allineati nella lotta contro le criptovalute; combattevano il cambio, il fund raising, i ‘minatori’: in sintesi, tutto ciò che fosse direttamente o indirettamente collegato alle criptovalute era chiaramente etichettato come il nemico da uccidere.

Riuscirono, alla fine, ad abbattere l’ascesa del mercato: quando la ‘bolla’ scoppiò e i prezzi crollarono a nuovi minimi, sostennero, un po’ troppo precipitosamente, di aver salvato il pianeta da un nuovo demone. Peccato non avessero notato alcuni dettagli.

Il primo: il prezzo del bitcoin. 450 dollari all'inizio dell’ascesa e 3500 dollari dopo il collasso! Valeva ancora circa 8 volte di più di un anno prima! Quello sparato dai governi era veramente il colpo di grazia?

Poco dopo lo scoppio della ‘bolla’, nuovi progetti blockchain iniziarono a moltiplicarsi ad una velocità ancora maggiore, mentre nuovi fondi alimentavano i mercati delle criptovalute, e nuovi progetti, nuovi token, milioni di nuovi utenti si registravano settimana dopo settimana!

Niente da fare. Cominciava ormai ad essere chiaro che la missione omicida si era di fatto rivoltata contro chi l’aveva ordita. Così ad esempio, Jamie Dimon (Presidente e CEO di JP Morgan), uno dei banchieri più rispettati e influenti del mondo, aveva ‘rivisto’ la sua prospettiva sul Bitcoin, passando dall’affermare  – tre anni fa – che si trattava di un'enorme truffa a definirlo ora un'importantissima innovazione che nessuno può permettersi di ignorare.

Un’inversione di rotta a 180°!

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“Poi vinci”

Questo è esattamente il punto in cui ci troviamo attualmente.

Tutti coloro che erano contro le criptovalute hanno ora cambiato modo di vedere e di agire nei confronti di questa classe di asset. La Cina ha deciso di iniziare a preparare la propria valuta digitale, ancorata allo Yuan. Più recentemente è stata la Banca centrale coreana ad annunciare pubblicamente l’accelerazione di un piano per lanciare una valuta digitale di stato. Anche il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha chiamato l'ex capo legale di Coinbase, una delle più importanti piattaforme di criptovalute nel mondo, a dirigere il suo lavoro nel settore delle valute digitali.

Lo stesso Dipartimento del Tesoro ha inoltre annunciato di aver iniziato a testare, in interno, la rete Ripple per il trasferimento veloce di valute sia tradizionali che cripto. La Svizzera, nazione leader mondiale nel settore bancario e nella gestione patrimoniale, ha deciso di legalizzare i mercati delle criptovalute, per non restare indietro rispetto a quella che il paese chiama la più grande rivoluzione nelle transazioni bancarie e finanziarie da decenni.

Christine Lagarde, appena nominata capo della Banca Centrale Europea, ha affermato nel suo discorso inaugurale che gli asset digitali devono entrare immediatamente in agenda.

Attualmente, si assiste a un'impennata nell'emergere dell'uso e dell'utilità delle criptovalute e della blockchain; il mercato sta molto probabilmente dando la miccia a un nuovo forte aumento nei prossimi mesi.

Ma, questa volta, con una grossa differenza. Diversamente dall’ultima situazione di ascesa, nella quale le criptovalute erano impossibili da acquistare a meno di essere disposti a inviare denaro su oscuri siti web cinesi, questa volta da più parti si vende con la stessa semplicità di chi vende qualsiasi azione o valuta nel mondo.

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Gli sforzi accumulati per l’accesso alle criptovalute sono stati intensi, e aumentano giorno dopo giorno. Si può star certi che tutto ciò è un potente carburante, il quale presto o tardi alimenterà l'ascesa delle criptovalute.

Questo è il motivo per cui siamo in collaborazione con Peculium al fine di offrire agli investitori un modo semplice e intelligente di trarre profitto da quella che crediamo sia probabilmente la più grande opportunità di investimento degli ultimi due decenni.

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